Fondazione CLS - riflessioni sulla disabilità

Ognuno di noi è al contempo abile e disabile rispetto all’Altro

La Fondazione CLS sbarca sul web per stimolare e riflettere insieme sul tema della Disabilità Psicofisica.

Ci inoltreremo in quest’ambito per conoscere le realtà che la accompagnano. Impareremo a leggere e fare nostri i segni esterni della sofferenza ma, allo stesso tempo, ameremo subito la serenità e l’inesauribile affettività trasmesse ai cuori delle persone che accompagnano i soggetti portatori di disabilità psicofisica. Sul nostro cammino affronteremo importanti tappe di approfondimento sui concetti di:

  • Abilità e Disabilità
  • Solidarietà e Condivisione
  • Volontariato e Sussidiarietà
  • Inserimento del Disabile al Lavoro
  • Formazione Umana e Sociale
  • Assistenza e Supporto alle Famiglie dei Soggetti Disabili
  • “Dopo di noi”

Ogni tappa inviterà ad esprimere opinioni e proposte, per arricchire e condividere le conoscenze e, perché no, per aprire nuove strade nell’affrontare la disabilità psicofisica. Auguriamo a tutti un buon cammino, insieme.

CLS: Cooperativa Lavoro e Solidarietà. Il nome è importante, ma cosa significa davvero? Per noi vuol dire “fare insieme” (cooperare) essendo un tutt’uno profondo e integro (solidarietà, dal latino solidus) attraverso lo strumento che meglio permette l’espressione della persona (lavoro).

Parole belle e importanti, ma che rischiano, talvolta, di rimanere tali. Ma dal 1983 un gruppo di volontari ha voluto fortemente provare a renderli attuali e concreti fondando la CLS, concentrandosi sulle persone portatrici di handicap psicofisico. Alla base della loro scelta c’è la convinzione che è l’essere persona che dà dignità all’uomo, indipendentemente dalle sue diversità, riconoscendo a ciascun uomo, se stessi compresi, una propria diversa abilità.

Pari tra i pari, ognuno con i propri punti di forza e con le proprie incapacità.

L’uomo, centro dell’universo in quanto creatura a immagine del Creatore, è il fulcro principale dell’attenzione della CLS. L’intrinseca grandezza dell’essere umano non è misurata da ciò che egli sa o non sa fare. La sua dignità non è misurata dalle sue diverse abilità, le quali altro non sono che i limiti che ogni essere umano possiede. Ma la dignità può essere riconosciuta solamente attraverso la valorizzazione di ciò che l’uomo sa fare.

Questo è il concetto di solidarietà che anima ogni uomo che agisce per conto della CLS: riconoscere ciò che l’uomo sa fare e valorizzarlo basandosi sul reciproco sostegno, nel lavoro come in ogni manifestazione della vita quotidiana.


Si fa insieme, si lavora insieme, si percorre insieme il pensiero della vita, pari con pari, uomo con uomo, al di là delle proprie singole abilità, perchè solo questa è la condizione che dà a tutti la medesima dignità.

E tu, che tipo di solidarietà fai?

In questo concetto di azione volontaria non trova spazio alcun tipo di pietismo, sentimento e azione che involontariamente segna la distanza dall’altro e che impedisce di avvicinarsi così tanto all’altro da farne sue le caratteristiche, la fatica, il percorso sociale. In questo modo di vedere, il volontariato esiste in quanto puro e solo coinvolgimento, sicuri che tutti – anche il più debole – debbano avere la possibilità di dare un significato alla propria vita, lo stesso che ciascuno di noi vuole dare alla propria.

Abile e disabile sono solo due categorie, legate insieme da una continuità tesa a marcare le differenze solo quando queste vengono evidenziate e creano un ostacolo all’ordinaria vita sociale.

Nei percorsi della vita abilità e disabilità sono la stessa cosa: ognuno di noi è al contempo abile e disabile rispetto ad un altro. Ma nei momenti più complessi della stessa ecco emergere, nella visione collettiva, la categoria del disabile, ovvero di colui che non è in grado di percorrere questi momenti e, pertanto, deve accontentarsi di percorsi non ordinari.
Io, che appartengo alla categoria abile, so quali sono le mie disabilità.

E le tue quali sono?

In quale step del percorso della tua vita hai avuto bisogno dell’aiuto dell’altro?


Il livello della categoria disabilità crea isolamento e rischio di emarginazione. Solo un’esperienza condivisa tra abile e disabile crea le condizioni di un corretto inserimento del disabile nel tessuto sociale, con il ruolo che per lui è possibile, ma comunque da protagonista.

La CLS ha scelto di occuparsi di disabili psicofisici, ovvero di quella categoria di handicap conseguente a danno cerebrale congenito o da trauma, che, a seconda della gravità, può provocare difficoltà motorie, manualità incerta, difficoltà di linguaggio, incapacità intellettiva.


La missione della CLS è supportare queste persone a recuperare le loro potenzialità inespresse, a confrontarsi con modalità operative quotidiane, a realizzarsi in attività a loro consone, a sentire il senso ed il valore del loro fare, in una condizione di autostima che li faccia sentire a pieno titolo soggetti attivi e protagonisti nel loro fare all’interno del tessuto sociale in cui vivono.

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