Fondazione CLS - riflessioni sulla disabilità

Ognuno è diversamente abile. La diversità come ricchezza.

CLS vuol dire Cooperativa Lavoro e Solidarietà: Cooperare nel senso di fare insieme, Solidarietà nel senso di essere in solido, dal latino solidus, integro, unità profonda, un tutt’uno, Lavoro inteso come attività attraverso la quale esprimere il proprio essere persona.

Su questi tre versanti un gruppo di volontari si è voluto misurare con il compito di renderli attuali verso le persone con svantaggio, portatrici di handicap psicofisici, riconoscendosi comunque in essi come essi stessi soggetti diversamente abili, ove il livello di diversità è solo questione di accento, di grado, perché è l’essere persona che dà dignità ad ogni uomo. Questo concetto è alla base dell’origine del fare della Fondazione CLS.

Lo spirito che ci anima si rispecchia nel vedere l’uomo, centro dell’universo perché l’unica creatura a immagine del Creatore. 
Tutto quello che l’uomo sa fare o non sa fare, non aggiunge né toglie nulla a questa sua intrinseca grandezza. Le diverse abilità di cui ogni uomo è portatore, fanno parte dei limiti di ciascuna persona, e questi non possono essere misura della dignità umana.


Valorizzare quel che ognuno sa fare, per quanto poco sia, vuol dire riconoscerne la dignità umana, e riconoscersi in questa dignità. La solidarietà è il segno distintivo di questo genere di uomo e di umanità. Dentro questa visione c’è solo coinvolgimento, senza quel pietismo che involontariamente marca la distanza dall’altro e segna l’impotenza a farsi così prossimo da assimilarsi all’altro per condividere la sua fatica, per fare insieme la strada dell’inserimento nel sociale, perché anche il più debole possa avere la possibilità di dare alla sua vita lo stesso significato che ciascuno vuol dare alla propria.

Abile e disabile sono due categorie legate da una continuità che marca le differenze solo quando queste diventano evidenti e creano un ostacolo all’ordinaria vita sociale. 
Ciascuno di noi è al contempo abile e disabile rispetto all’altro; solo quando la disabilità crea ostacoli allo svolgimento delle normali attività quotidiane, si prefigura nella visione collettiva la categoria di persona disabile. 
Il livello di disabilità crea isolamento e conseguentemente emarginazione. Solo un’esperienza di vita condivisa fra abile e disabile può creare le condizioni di un corretto inserimento del disabile nel tessuto sociale col ruolo possibile ma comunque non da emarginato.

Abbiamo scelto di occuparci di disabili psicofisici, una categoria di handicap conseguente ad un danno cerebrale congenito o trauma che, a seconda della gravità del danno, può provocare difficoltà motorie, manualità incerta, difficoltà di linguaggio, incapacità intellettiva.
Aiutare i portatori di disabilità psicofisica a recuperare le potenzialità inespresse, a confrontarsi con modalità operative appropriate, a realizzarsi in attività a loro consone, a sentire il senso ed il valore del loro fare, in una condizione di autostima che li faccia sentire a pieno titolo soggetti attivi e protagonisti all’interno del tessuto sociale in cui vivono, è la missione della CLS.

Nell’affrontare questo compito abbiamo tenuto in forte considerazione tre aspetti su cui è basata tutta la nostra modalità operativa: la centralità del disabile, il rapporto con la Comunità locale e con il mondo Associativo, la collaborazione con la Pubblica Amministrazione.

Seguendo questa logica, abbiamo creato strutture operative specialistiche, aventi forma giuridica di Cooperative Sociali, che portano tutte l’acronimo CLS con accanto il simbolo del campo di attività, quali:

  • CLS Lavoro con lo scopo di dare vita ad una struttura di lavoro per disabili psicofisici,
  • CLS Formazione all’autonomia con la logica della “Scuola di Socializzazione” o come oggi viene classificata, come Centro Socio Educativo,
  • CLS Comunità alloggio struttura nata per dare alle persone disabili la casa e l’attenzione che non hanno più.


Queste tre realtà condividono lo stesso Consiglio di Amministrazione, le stesse cariche elettive, lo stesso psicologo, così da muoversi in sintonia con obiettivi condivisi legati alla valorizzazione delle persone disabili.

Si viene così a realizzare una mutualità reciproca che elimina o comunque attenua visioni parziali, protezionismi di parte, ed ogni Cooperativa CLS si vede integrata e complementare all’altra, facilitando così un’osmosi di persone e di operatori nell’ottica della loro massima valorizzazione. A queste, si aggiungono altre due realtà; la CLS Sportello disabili, che risponde all’esigenza di fornire “informazioni” e aiuto nel districarsi fra i diversi problemi burocratici e amministrativi e la CLS Vendita al Pubblico, attività con una forte valenza socializzante e di valorizzazione della persona con disabilità, attraverso l’intenso coinvolgimento col pubblico che il negozio per propria natura comporta.

Fare cultura sul tema della disabilità
Formare le famiglie, gli operatori, i volontari ad inquadrare e a gestire bene il rapporto con i portatori di disabilità, anche questo rientra nei piani di attività della Fondazione CLS.
Questo è il nostro programma, la sua realizzazione è legata alla capacità del volontariato che la anima, di coinvolgere la Comunità, le Associazioni, le forze politiche, in un atto continuo di solidarietà, forte dell’esperienza fin qui vissuta dal 1983, pur consci delle difficoltà che tale progetto comporta.

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