ANCHE NOI SIAMO IN TRINCEA!

ANCHE NOI SIAMO IN TRINCEA!

Anche noi siamo in trincea!

Anche la Fondazione CLS ha reagito all’emergenza mondiale che stiamo affrontando tutti, famiglie, aziende, scuole e tutte le istituzioni.

Le nostre realtà produttive sono state sospese. Alcune solo per il tempo necessario a sanificare i locali, altre sino al termine della situazione di crisi, per rispettare i decreti emanati dal governo e tutelare la salute delle persone che operano con noi.

Nessuno perderà il proprio posto di lavoro e nessuno perderà denaro. Per ogni singola realtà sono stati pensati dei piani che preservino il legittimo compenso e la dignità del proprio lavoro.

Ma mentre per alcuni contesti della Fondazione CLS è abbastanza facile organizzare una chiusura, ci sono realtà che non si possono fermare.

La CLS Comunità Alloggio non conosce festività e non sa che cosa siano né sabati né domeniche, perché una casa è sempre aperta e non può chiudere mai!

Per i disabili la comunità alloggio è “la loro casa” e quindi, rispetta tutte le regole di isolamento imposto dall’emergenza sanitaria; i disabili la vivono restando al suo interno.

Dove li potremmo mai mandare?

E per assistere queste persone nelle normali necessità, ci sono degli “abili” (7, fra educatori e ausiliari socio assistenziali) che rimangono con loro, cercando di far fronte all’ulteriore disagio legato alla reclusione, al fatto di non muoversi all’aperto e svolgere attività ricreative.

Da sabato 22 febbraio i nostri operatori lavorano per gestire l’emergenza. È stata intercettata subito la pericolosità per sei degli ospiti della Comunità Alloggio che accusano problemi di immunodeficienza o fragilità legate alle proprie patologie, come diabete o problemi cardiaci. I primi comportamenti di protezione sono stati l’isolamento e la sanificazione: nessuna uscita e nessuna partecipazione a centri diurni. Ma anche nessun contatto con altre entità vicine della CLS, come gli ospiti dei miniapparartamenti con cui c’erano frequenti rapporti. E tutto questo cercando di far accettare come un gioco il ritiro forzato e i protocolli di igiene più restrittivi, che prevedono di lavarsi frequentemente le mani e usare l’amuchina dopo ogni contatto.

Da allora tutti i giorni, oltre all’assistenza ordinaria, dobbiamo pensare alle difficoltà del momento, come fare le code per la spesa o presso le farmacie per i medicinali di cui hanno bisogno continuamente i nostri ragazzi, ma soprattutto a un conforto “straordinario” da dare a chi deve patire in comunità l’isolamento fisico.

Gli operatori le hanno pensate tutte. Negli spazi che si sono liberati presso alcune aree della CLS sono state allestite porte da calcetto, ping pong, biliardino ed è stata preparata un’altra televisione con play station. E per quando il tempo sarà più clemente, verrà usato il terrazzone sopra lo stabilimento per girare con le biciclette e fare dei tornei di calcio. Una valvola di sfogo per chi è costretto alla reclusione.

Siamo in missione! Siamo in trincea. Ma con la consapevolezza di essere uniti.

Siamo vicini ai nostri amici, ma sappiamo che loro si sentono al sicuro, perché sono a casa!